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ottimista di nascita pessimista per obbligo
maledetto membro di segugio
post pubblicato in diario, il 9 gennaio 2011

 


Maledetto membro di segugio! L'Italia ha iniziato a rompermelo quando sono nata! Prima lo zio che reagisce di brutto alle Leggi Razziali, e lei, l'Italia, cosa fa? Rimpatria me, bambina nata a Roma, nel paese di origine della famiglia: freddo e miseria. Poi, mentre sto fiorendo arriva la Dirigenza Komunista, toglie il lavoro a mia madre. Aveva sempre lamentato di essere stata rovinata dal fratello sovversivo, invece, secondo criterio di quei bolscevichi in orbace avrebbe dovuto dire che
era stato il Fascio a rovinarla: "fascista carogna mettiamola nella fogna!", e me la mandarono a morire, da viva, strappando il pane dal Canapificio

Mia madre: una Signora!
Quella fu la radice, da cui nacquero sempre scelte obbligate dalla indigenza: nò quella del povero, peggio ...
Quella dei decaduti, logorati dall'avere il passo più lungo della gamba.
Di nuovo a Roma, madre e nonna in carico, due stracci, contavo 17 anni, ma nella sostanza ero io, da sempre, la Capofamiglia. Un decennio di camere ammobiliate perchè la mamma non voleva chiedere risarcimenti, neanche un'alloggio nelle case popolari.
Diceva che c'erano ancora i fascisti ed aveva paura. Si sbagliava mica!! C’erano ancora gli Italiani infatti! L'inquirente della Polizia Politica che aveva curato il nostro caso adesso era ai vertici del Ministero degli Interni, a capo di tanti piccoli "ovra" ah!ah!ah! (lo ho appreso dopo, da google)
Mia madre era talmente spaventata da pregarmi di non raccontare a nessuno il nostro passato. Peccato perchè quello fu il miglior decennio della mia vita: ero diventata cittadina di Cinecittà, dove avevo raccolto 
delle magnifiche amicizie dalle quali avrei ottenuto una compartecipazione attiva, solo se avessi parlato...
In seguito venne la volta di scegliere tra un giornaletto della cattoRusconi e il Manifesto: un congruo ingaggio dal primo, un rimborso spese dal secondo... la gamba che fascisti e komunisti mi avevano tagliato era rimasta corta: scelsi Rusconi. E per la prima volta ebbi una casa mia! In fitto ovviamente. Poi ebbi un figlio, evento che mi rendeva palese di essere una donna come le altre. Ed ebbi di conseguenza anche un cattomobbing post maternità. Nel mentre che lo subivo, con arroganza, pensai bene di trasferirmi nell'hinterland dove il bambino sarebbe cresciuto forte e sano. E finii in uno stabile curato dalla Immobiliare dela INPGI dove me ne hanno fatte passare di cotte e di crude: facile, una donna sola con un bambino, per di più una incapace di impietosire...




permalink | inviato da margherita simoni il 9/1/2011 alle 12:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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